Che cos’è il pellet
Il pellet è un sottoprodotto della lavorazione del legno: segatura e residui che, invece di finire scartati, diventano piccoli cilindretti da bruciare in stufa. Ogni cilindretto misura 6-8 mm di diametro e 1,5-2 cm di lunghezza.
Come si fa
Il legno di partenza viene polverizzato fino a diventare segatura fine. La segatura passa nella pellettatrice, che la pressa ad alta pressione dentro piccoli fori: è la cubettatura, il passaggio che dà al pellet la sua forma. Il calore della pressatura scioglie la lignina naturale del legno, che da sola tiene insieme i cilindretti. Nessun collante aggiunto. Dopo la pressatura il pellet si raffredda e si confeziona.
I numeri che dicono se è fatto bene
Non tutto il pellet in commercio rende allo stesso modo. Quattro parametri fanno la differenza:
- Potere calorifico
- Quanto calore libera un chilo di pellet quando brucia. Più è alto, meno sacchi consumi per la stessa resa.
- Umidità
- Non deve superare l’8-10%. Sopra quella soglia, parte dell’energia si spreca per asciugare il pellet invece di scaldare casa.
- Cenere
- Il residuo che resta dopo la combustione. Meglio sotto l’1%: più cenere significa più incrostazioni nel braciere e più pulizia della stufa.
- Corteccia
- Va tenuta bassa. Più corteccia nella miscela, più cenere resta e meno calore rende.
Come conservarlo
Il pellet va tenuto in un luogo coperto, fresco e asciutto, lontano dall’umidità. Se la prende, nel sacco si forma condensa e la qualità cala.
Perché conviene
- Rispetta i limiti sulle emissioni di CO2 del Protocollo di Kyoto.
- È una risorsa rinnovabile: nasce dagli scarti del legno, non da materiali di scavo.
- Lascia pochi residui di cenere e catrame nella stufa.
- Costa meno dei combustibili fossili, a parità di calore prodotto.